Ventisei lezioni di storia del Novecento

Manuale essenziale

Carlo Tombola

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L’arciduca Ferdinando giunse con la moglie Sofia a Ilida, località termale non lontana da Sarajevo, qualche giorno prima del 28 novembre 1914, quando avrebbe dovuto assistere a una parata militare nella capitale bosniaca. La presenza di Sofia – moglie morganatica dell’arciduca, e dunque sino a quel momento esclusa dalle cerimonie pubbliche della corte – sconvolse il protocollo e mise in difficoltà l’organizzazione. Si stabilì che la coppia a...

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Nel 1867 – l’anno successivo alla grave sconfitta nella guerra austro-prussiana – l’Impero asburgico aveva messo in atto una profonda riforma costituzionale, l’Ausgleich (il ‘compromesso’) che aveva dato origine alla “monarchia dualistica”, cioè un impero con due stati, ciascuno con costituzione, governo e parlamento propri. Nel linguaggio politico viennese, i due stati presero il nome Cisleitania (capitale Vienna) e Transleitania (...

01_03_Rise_and_Fall_of_the_Ottoman_Empire_1300-1923

  

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Già la pace di Passarowitz (1718) aveva preannunciato l’uscita di scena dei due grandi avversari che si erano contesi il controllo del Mediterraneo orientale: la Repubblica di Venezia e l’Impero ottomano. Il doppio declino andava a profitto dei due imperi cristiani (austriaco e russo) i cui interessi convergevano verso i Balcani, e dei nascenti imperialismi francese e britannico. Il fallimento delle riforme modernizzatrici del sultano Selim III – osteggiate dai gianni...

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La nascita della Grecia moderna è conseguenza della guerra d’indipendenza scoppiata nel 1821, con grande seguito nell’opinione pubblica romantica dell’epoca e con il sostegno militare delle grandi potenze europee. Ebbe i suoi antecedenti nelle due rivolte della Morea (Peloponneso), la prima sostenuta da una potenza declinante, Venezia (1718), la seconda da una delle nuove potenze europee, la Russia (1770). Al sostegno russo si deve anche la nascita a Odessa di Filik&i...

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Questa litografia, pubblicata a Londra nel 1877, è un riflesso della visione tory – filo-turca e anti-russa – nella crisi d’Oriente. Il “polipo” russo, nonostante la ferita subita in Crimea, sta afferrando con i suoi tentacoli l’Impero ottomano, ha già inghiottito la Crimea e la Polonia e ora sta afferrando anche la Persia. La Germania bismarckiana allontana un tentacolo dal Baltico, il “granchio” greco sembra molestare il Turco, m...

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Dopo il Congresso di Vienna, la Russia prese l’iniziativa nella spartizione dell’Impero ottomano. La guerra di liberazione greca si stava volgendo in un trionfo russo,  tanto più che il Sultano, revocando per ritorsione dopo Navarino il passaggio dei Dardanelli alle navi russe, causò una ennesima – rapida quanto disastrosa –  guerra russo-turca (1828-29). In quella guerra, le truppe dello zar Nicola I sbaragliarono i turchi sia nel Caucaso che n...

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"Mappa mentale" della guerra di Crimea

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Vent’anni dopo la Crimea, l’iniziativa nei Balcani era tornata nelle mani dei russi e del loro progetto panslavista, come conseguenza delle rivolte anti-turche dei serbi di Erzegovina (1875) e dei bulgari (aprile 1876), nonché della guerra anti-ottomana di Serbia e Montenegro (giugno 1876). L’idea di una “crociata” russa contro i turchi fu favorita anche da una campagna di stampa che in Occidente ripeté i temi e il tono di quella di cinquant’a...

Ingrandisci l'immagine01_09_British_Empire_in_1886

Questa mappa, pubblicata in Inghilterra nel 1886, porta il titolo Imperial Federation - Map of the World showing the Extend of the British Empire in 1886. Come tutte le “rappresentazioni del mondo”, anche le carte geografiche tradiscono sempre un’intenzione ideologica, in questo caso una visione del mondo esplicitamente imperialista.
In questo senso, vi sono parecchi elementi eloquenti, a cominciare dalla scelta cartografica della proiezione di Mercatore, preferita no...

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Le frontiere coloniali – quali sono uscite da secoli di spartizioni e innumerevoli patteggiamenti, e quali poi ereditate senza modifiche dagli stati indipendenti al momento della decolonizzazione – sono linee convenzionali, che non tengono conto né della geografia né della storia né dell’economia.
Nel caso della Libia, lo hanno confermato drammaticamente le vicende dal 2011 ad oggi. Del resto, fu la stessa “costruzione” territoriale de...

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Rappresentano le fasi finali della “questione d’Oriente”, dopo il crollo dell’impero ottomano nella guerra italo-turca. La prima guerra è una vera e propria aggressione all’Impero in disfacimento portata dalle tre mini-potenze della Lega balcanica (Grecia, Serbia, Bulgaria), scese in campo per spalleggiare la provocatoria dichiarazione di guerra del Montenegro (ottobre 1912). A Istanbul la disastrosa condotta della guerra causò il colpo di stato gui...

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Questa è la situazione sul campo nell’aprile 1913, alla fine della prima guerra balcanica. La Bulgaria, che aveva dato il maggior contributo militare e subito le maggiori perdite del conflitto, non si rassegnò alla perdita della ricca Macedonia meridionale. Di qui, il rovesciamento delle alleanze (non a caso i bulgari la chiamano “guerra tra gli alleati”) e le successive minacciose invasioni della Bulgaria su tutti i fronti. Per gli ottomani, ora sotto la guida...

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Gigante euro-asiatico, la Russia ha storicamente consolidato il suo peso territoriale alternando spinte verso ovest ed espansioni ad est. Dopo il Congresso di Berlino (1878) fu chiaro che le potenze europee sapevano accordarsi per frustrare le ambizioni russe nei Balcani. Con la stessa logica geopolitica e militar-diplomatica, i russi ripresero l’espansione a oriente.
La colonizzazione russa del Turkestan – spazio geografico oggi suddiviso tra i Five ’Stans centro-asi...

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Quella coloniale e imperialista di fine Ottocento fu l’epoca d’oro della geopolitica. Gli
esploratori, le compagnie commerciali, le società geografiche, le accademie, gli stati
maggiori, i governi delle grandi potenze europee e del Giappone si mobilitarono per
giustificare le mire su qualche territorio del pianeta, soprattutto laddove – in Asia, in
Africa, in Oceania – ne esistevano ancora di politicamente e militarmente deboli.
...

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Il progetto tedesco di una ferrovia tra Berlino e Baghdad, capoluogo della Mesopotamia ottomana, fu concepito nel 1888 e avviato nel 1903, primo finanziatore la Deutsche Bank. Fu al centro di tali controversie diplomatiche tra le potenze europee da essere annoverato tra le cause secondarie della 1a G.M., sebbene nel 1914 mancassero ancora 600 km al suo completamento. La tratta Berlino-Istanbul ebbe effettivamente un ruolo importante durante la guerra, ma era già in funzione prima del 1...

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Le due repubbliche boere nacquero come conseguenza del Grande Trek, la “grande marcia” con cui i pionieri boeri (voortrekkers) si trasferirono verso nord per sfuggire al controllo britannico tra 1835 e ’40. La Repubblica del Transvaal, o semplicemente Repubblica sudafricana, fondata nel 1848 a nord del fiume Vaal da discendenti dei coloni ugonotti olandesi e tedeschi, venne inizialmente riconosciuta dalle autorità inglesi, poi subì quattro anni di occupazione b...

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La seconda guerra boera mise a durissima prova i 250.000 soldati inglesi e coloniali impegnati a contrastare la guerriglia boera. Per sconfiggerla, non esitarono a impiegare la tecnica della “terra bruciata”, avvelenando i pozzi, bruciando le fattorie che potevano fornire viveri e rifugio alla guerriglia. Ma ciò che mise fine alla guerra fu il presidio capillare del territorio insieme all’impiego punitivo dei campi di concentramento.
Per proteggere le linee fer...

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La Manciuria (oggi Dongbei) è una delle regioni-chiave dell’economia cinese soprattutto per le sue abbondanti risorse (carbone, ferro, petrolio, rame, piombo, zinco, oro ecc.). Rimasta per secoli e chiusa all’emigrazionehan come proprietà esclusiva della dinastia manciù dei Qing, al potere in Cina dal XVII s., si aprì alla colonizzazione cinese solo alla fine del XIX s., grazie all’occupazione agricola delle fertili terre vergini. Divenne quindi f...

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Il rifiuto dei valori borghesi e massificati, l’identificazione – senza differenze di classe, di lingua, di religione – con il proprio “popolo”, come “guerriero” del proprio popolo, furono all’origine dell’entusiasmo che contagiò la gioventù europea all’annuncio della guerra.
In tutte le grandi città vi furono colossali manifestazioni di giubilo, a Parigi, a Vienna, a Berlino, a Londra, a Mosca, a Zagabria...

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Il drammatico “gioco della guerra” dei generali

Il “piano Schlieffen” venne approntato dallo stato maggiore tedesco nel 1905 e poi modificato nel 1911. Prevedeva il rapido aggiramento del grosso delle truppe francesi grazie all’avanzata dell’ala destra nelle Fiandre belghe e olandesi, nonostante la neutralità dei due paesi. L’attitudine difensiva del centro e dell’ala sinistra avrebbe portato i francesi all’attacco, &ldquo...

Ingrandisci l'immagine01_21_Somme

Sulla linea dei fiumi Marna-Somme si attestò per quattro anni il tratto settentrionale del fronte francotedesco,
il “fronte occidentale” di E. M. Remarque e del suo romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale (1929).
La Somme (sopra) ha un corso di 250 km, ampiamente canalizzato, e si getta in mare nella Manica. Fu
teatro della omonima battaglia, nel 1916, una delle più sanguinose della guerra, in coincidenza con
una serie di offensive ...

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La carta qui sopra è un rifacimento per Wikipedia di quella pubblicata nel Historical Atlas (New York, Henry Holt and Company, 1911: qui a destra) di William R. Shepherd, un cartografo americano divenuto professore di storia alla Columbia University.

Il procedimento di “modifiche cooperative” di Wikipedia ha comportato, oltre a un profondo cambiamento dei nomi geografici (aggiornati alla grafia prevalente attorno al 1945), una ricomposizione del mosaico etnico. Si...

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Durante la guerra russo-turca del 1877, i russi avevano conquistato l’importante città-fortezza di Kars (oggi in Turchia) e il porto di Batumi (oggi in Georgia), situati in profondità nello spazio storicamente ottomano. All’aprirsi della 1a G.M., i consiglieri militari Tedeschi di Enver Pascià – capo dei “giovani turchi” e allora ministro della difesa –  premono per l’apertura del fronte caucasico, che avrebbe costretto i rus...

Ingrandisci l'immagine02_00_Cartolina Giolitti

La propaganda interventista non usò mezze misure contro gli uomini politici e gli organi di stampa (segnatamente «La Stampa», l’«Avanti!», «Il Mattino») che si opposero all’entrata in guerra. La truculenta figurazione della vignetta-cartolina ci dà una misura della violenza dello scontro politico che oppose “interventisti” e “neutralisti” tra ’14 e ’15, e anche del diverso peso delle personalit&a...

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02_01_Gallipoli
02_01_Gallipoli

La campagna di Gallipoli si svolse tra aprile
1915 e gennaio 1916. Fu un disastroso tentativo
degli Alleati – mal preparato e peggio condotto –
di forzare lo stretto ottomano dei Dardanelli, di
cui la penisola di Gallipoli controlla l’imbocco
meridionale, preparando così una facile
conquista di Costantinopoli, la capitale imperiale.
Vi parteciparono truppe di marina e di terra di
Francia e Gran Bretagna, con il m...

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Ingrandisci l'immagine02_03_Caporetto

   La battaglia di Caporetto è la più grave sconfitta nella storia dell’esercito italiano, tanto che per
antonomasia il termine caporetto (anche minuscolo) è rimasto nella lingua italiana col significato di “disfatta,
disastro”.
La battaglia, la dodicesima sul fronte dell’Isonzo, si svolse nell’ottobre 1917 in una fase di stanchezza (per i
pochi progressi militari su tutti i fronti) e di confusione (tra i...

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I due proclami – quello dell’entrata in guerra del maggio 1915 e quello del cosiddetto “bollettino della vittoria” del 4 novembre 1918, il primo del re e il secondo del capo delle forze armate, gen. Armando Diaz – grondano di retorica guerresca. Si notino nel testo espressioni come la «sicura e incrollabile fede nella vittoria», l’«abnegazione», l’«indomito e irresistibile slancio», la «gloria», l’...

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La figura di Carlo I d’Austria, ultimo imperatore della casata degli Asburgo-Lorena-d’Este, è tuttora popolare in Austria. Rimase sul trono per un breve periodo, dal novembre 1916 all’aprile 1919, cioè dalla morte del prozio Francesco Giuseppe alla partenza per l’esilio, prima in Svizzera, poi sull’isola di Madera, in Portogallo, dove morirà di polmonite appena trentacinquenne.

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3 fogli excel (vedi NOTE a parte)

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Le quattro pagine che seguono sono la traduzione quasi letterale delle “note” pubblicate in calce alla voce World War I Casualties di Wikipedia, edizione in lingua inglese, così come si potevano leggere a metà 2015.

Si noterà la meticolosità delle note e della citazione di numeri e relative fonti, che si applica e viene risolta – come frequente in Wikipedia – con un approccio quantitativo e compilativo. In effetti si tratt...

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Tutte le case costruite in legno dei quartieri nord furono spazzate via, sopravvissero solo gli edifici in cemento. 25.000 furono i senzatetto. L’ancora della «Mont Blanc» fu ritrovata a quasi 4 km dall’epicentro dell’esplosione.
Fu la più potente esplosione prima degli esperimenti atomici.

con una nube “a fungo” e un’energia esplosiva che in seguito venne stimata in 3 chilotoni di TNT equivalenti (la bomba atomica sganci...

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Per una potenza “media” come l’Italia, con unificazione politica e decollo industriale entrambi tardivi, fu decisivo tentare di liberarsi dalla dipendenza dalle forniture militari estere, che aveva avuto pesanti conseguenze nei primi decenni postunitari (subordinazione alla Francia di Napoleone III, carenze non solo di armi e munizioni ma persino di divise nelle guerre d'indipendenza). Del resto l’industria degli armamenti, per i quantitativi e le qualità te...

Ingrandisci l'immagine02_08_Europe_1923

    Le conseguenze della 1a G.M. sulla geografia politica dell’Europa centro-orientale e del Medio Oriente mediterraneo
furono molto forti. Si moltiplicarono i confini nazionali, in seguito alla sconfitta e quindi alla scomparsa di quattro grandi
imperi pluri-nazionali (tedesco, austro-ungarico, russo, ottomano) e alla nascita di molti nuovi stati: Germania, Turchia
e Austria divennero repubbliche territorialmente limitate; a baluardo difensivo dell&r...

Ingrandisci l'immagine02_09_D_dopo_1918

     Con il trattato di Versailles (1919), la “punizione” della Germania –
voluta soprattutto dal primo ministro francese Georges Clemenceau – fu
dura sotto tutti gli aspetti.
Con il restringimento dei confini, la Germania perse il 10% della
popolazione e il 15% del territorio rispetto al 1914, soprattutto a
vantaggio della neonata Polonia: il che non mancherà di acuire un
drammatico desiderio di revanche ...

Ingrandisci l'immagine02_10_PL_dopo_1918

   Il “tredicesimo punto” proclamato dal presidente Wilson nel gennaio 1918 –
una Polonia indipendente con accesso al mare – sembrò raccogliere solo
consensi, dal momento che durante la guerra anche gli Imperi centrali avevano
promesso l’indipendenza ai polacchi in cambio del loro sostegno.
Ma il territorio della Polonia uscito da Versailles fu frutto di molti compromessi,
oltre a unire territori che erano stati...

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  La fine dell’Impero austro-ungarico precedette la battaglia di Vittorio Veneto, combattuta tra il 24 ottobre e il 4 novembre del 1918. Già il 12 ottobre, infatti, l’imperatore Carlo I aveva raccolto i pareri dei leader dei partiti “tedeschi”: i nazionalisti optavano per una monarchia costituzionale di “libere nazioni”; i cristiano-sociali per il mantenimento della monarchia con una federazione di nazioni; i socialdemocratici per una repubblica...

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I confini dell’Impero austro-ungarico:
1. fino al 1914
2. dopo i trattati di Parigi del 1919-1920
3. altri confini
In bianco il Regno d’Ungheria nel 1914.
In arancio l’Impero d’Austria nel 1914.
In azzurro Bosnia ed Erzegovina nel 1914.
Scritti in rosso i nuovi stati dopo la 1a G.M.
Scritte in blu le date dell’indipendenza dei nuovi stati

Ingrandisci l'immagine03_01_07_01_1917_Riot_on_Nevsky_prosp_Petrograd

     Gli scontri sulla prospettiva Nevsky a Pietrogrado, nel luglio 1917,
quando le truppe del governo provvisorio di Kerenskij repressero
duramente le proteste di operai e soldati, che rifiutavano di
tornare al fronte. Molti dirigenti del partito bolscevico, forse
coinvolto nel tentativo insurrezionale, furono arrestati.

Ingrandisci l'immagine03_02_La_guerra_civile_in_Ru

   A un anno dall’Ottobre ’17, la Russia bolscevica era sul punto di scomparire, ridotta solo a una porzione di
territorio europeo. Sopravvisse alla lunga guerra civile (1917-1921) solo perché le molte armate
controrivoluzionarie “bianche” furono incapaci di coordinarsi, e per la scarsa motivazione dei soldaticontadini
a combattere per i vecchi padroni.
I momenti più drammatici furono successivi alla resa degli Imperi...

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L’armata a cavallo (Red Cavalry in ingl., Конармия in russo) è una raccolta di racconti brevi riguardanti la 1a Armata della Cavalleria russa. Racconta le vicende della guerra russo-polacca, ed è basato sul diario che tenne Babel, assegnato come corrispondente di guerra al reparto di cavalleria comandato da Semyon Budyonny.

Pubblicato per la prima volta nel 1920, il libro fu uno de...

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Questa immagine è parte dell’album fotografico del funerale di Pëtr Kropotkin, svoltosi il 13 febbraio 1921, pubblicato dalla Confederazione anarco-sindacalista russa in esilio nel 1922. Fu l’ultima grande manifestazione pubblica consentita in Mosca agli anarchici dalla polizia politica sovietica. Tra i cartelli dei manifestanti, uno porta la scritta: «Chiediamo la libertà di tutti gli anarchici incarcerati che stanno combattendo per la medesima idea per c...

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La vicenda della Baviera è esemplare della crescente violenza politica diffusasi in Germania dopo la sconfitta nella 1a G.M.
Il Regno di Baviera – con la propaggine occidentale del Palatinato – era sorto nel 1806 per il disegno napoleonico di una Confederazione renana al riparo dall’egemonia della Prussia. La monarchia costituzionale dei Wittelsbach, lentamente confinata al ruolo di “regno da operetta” dalla politica pantedesca di Bismarck, e di fat...

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 Dopo tre secoli di dominazione spagnola, la colonia della “Nuova Spagna” raggiunse l’indipendenza nel 1821, dopo una lunga ribellione innescata – ancora una volta – dall’iniziativa napoleonica in Europa.
Nei primi tre decenni di vita, la Repubblica messicana perdette il 40% del proprio territorio, prima con la secessione della regione a nord del Rio Grande (Texas), unitasi agli Stati Uniti nel 1836; poi come conseguenza del trattato di Guadalup...

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Il popolamento multi-etnico dell’Istria è frutto di un lungo susseguirsi di correnti migratorie, facilitate dal doppio accesso – marino e terrestre – della regione.
Entrata nell’orbita della Repubblica di Venezia nel XII s., la zona costiera occidentale fornì alla Serenissima la pietra calcarea essenziale per l’edificazione urbana, la “pietra d’Istria” estratta dalle cave di Rovigno, Parenzo e Pola. Le zone dell’intern...

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L’“impresa di Fiume” fu un passaggio decisivo della storia italiana, e sicuramente Gabriele D’Annunzio ne fu il principale protagonista. Secondo Antonio Gramsci, D’Annunzio ha «rivelato e dato forma politica a uno stato di coscienza diffuso e profondo» in cui erano presenti tensioni internazionali, scontro ideologico interno, miti poetici e sociali.
Raffinato poeta, e noto dandy con inclinazioni erotomani, nell’imminenza della guerra si e...

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“Vittoria mutilata”, quella italiana? Al di là delle aspettative frustrate rispetto alle promesse – segrete – del  Patto di Londra, l’Italia ottenne significativi guadagni territoriali e finanziari, oltre ad ampie consegne in natura (carbone, metalli, legnami, macchine varie, prodotti chimici, coloranti, motori, piroscafi, battelli fluviali, ecc.). Tra queste ultime, vi fu l’acquisizione di oltre mille locomotive già appartenenti agli Imp...

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Il semplice elenco delle “legislature” – cioè dei periodi in cui resta in carica ed è attivo il parlamento – e la durata dei governi rivelano alcuni fondamentali aspetti della vita politica di un paese e del suo regime politico.
Ad esempio, nei tredici anni tra 1911 e 1924 il Regno d’Italia ha avuto tre legislature, la XXIV durò quasi otto anni anni (fu prorogata a causa della guerra), la XXV due anni, XXVI quasi tre anni.
Undic...

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   Per cinquant’anni le leggi elettorali del Regno avevano escluso gli analfabeti
dal diritto di voto.
La legge elettorale del Piemonte, in vigore fino al 1882, concedeva i diritti
politici solo ai cittadini di sesso maschile, con almeno 25 anni d’età, che
sapessero leggere e scrivere e con un censo di almeno 40 lire. Nel 1861 erano
appena l’1,89% della popolazione, nel 1880 il 2,2%. Nel 1882 salirono al 6,9%
grazie ...

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Tra il 1919 e il 1922 la sede milanese dell’’Avanti! venne assaltata dai fascisti ben cinque volte. La prima volta fu nell’aprile 1919, in una fase che segnò la svolta del movimento “diciannovista” – quello degli esordi del fascismo – cioè la scelta della violenza politica come strumento di intimidazione, base del futuro consenso e successo del fascismo. Sullo sfondo, vi erano le questioni di politica internazionale:negli stessi giorni, ...

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La linea politica imposta da Lenin sin dal 1919, e poi adottata alla nascita
della Terza Internazionale (o Comintern), prevedeva una totale frattura
rispetto al “socialpatriottismo” e al “socialpacifismo” dei partiti socialisti
riformisti e moderati europei. La nascita di partiti comunisti (in Francia e
Gran Bretagna nel 1920, in Italia, Belgio e Spagna nel 1921) o l’adesione
al Comintern (in Germania e in Olanda nel 1920, negli...

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Giacomo Matteotti nato a Fratta Polesine (Rovigo) nel 1885,
ucciso da sicari fascisti a Roma il 10 giugno del 19241
Possidente terriero illuminista, avvocato, sindaco di Villamarzana, consigliere provinciale di
Rovigo. Esponente di spicco del Partito socialista, eletto nel 1919 alla Camera dei deputati. Nel
1922 promuove la costituzione del Partito socialista unitario divenendone segretario nazionale.
Intransigente antifascista, difensore dei braccianti agri...

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L’attentato Zamboni è rimasto confinato tra gli episodi minori della recente storia italiana, come avvenimento dalle enormi potenzialità irrealizzate. È però uno dei tanti casi in cui – lungo gran parte del Novecento – si è manifestato un nodo irrisolto, tanto storico quanto politico, quello del rapporto tra antifascismo e violenza.
Sui fatti non ci sono molti dubbi. Il 31 ottobre 1926, al termine della visita a Bologna, dove ha cele...

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La propaganda del fascismo sul tema dell’autarchia fu martellante per tutti gli anni ’30, quando utilizzò
tutti i mezzi e le occasioni e si saldò minacciosamente con le parole d’ordine della guerra, sostenuta in
pubblico da gran parte del mondo scientifico e tecnico. Ma, al di là della propaganda, l’autarchia fu
anche in parte occasione per l’affermarsi del ruolo dei tecnici e delle politiche nazionali industriali, di

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Il quinquennio 1915-19 fu fortemente condizionato dalle esigenze
belliche, con un calo della popolazione attiva in agricoltura e nel
terziario assorbito dalla pubblica amministrazione, in cui sono
comprese le forze armate.
Nel periodo tra le due guerre, la struttura della forza lavoro si
modificò sensibilmente, non solo rispetto all’eccezionale periodo
della guerra ma anche rispetto all’economia di pace pre-bellica. Al
declin...

04_09_MigrazInt

Le migrazioni interne di massa non sono un fenomeno socioeconomico
tipico del secondo dopoguerra, ma avevano raggiunto
dimensioni imponenti già tra le due guerre, e nel Ventennio
milioni di italiani cambiarono residenza, cominciarono i flussi dal
Sud verso il Nord e le grandi città accolsero folle di nuovi abitanti.
Sebbene il fascismo avesse proclamato la battaglia contro la
«tabe urbana» e la crociata per mantenere nelle ca...

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Scheda del film Omar Mukhtar - Il leone del deserto
tit. originale: Omar Al-Mukhtar
Libia 1980
GENERE: Guerra DURATA: 110′
REGIA: Moustapha Akkad
ATTORI: Anthony Quinn, Oliver Reed, Rod Steiger, Irene Papas, John Gielgud, Gastone Moschin, Raf Vallone, Lino Capolicchio,
Mario Adorf, Claudio Cassinelli

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È la più grave strage compiuta nelle colonie italiane durante il fascismo, paragonabile per entità a quella nazista di Marzabotto, poco nota in Italia al di fuori della cerchia degli specialisti, ufficialmente neppure ammessa, e tantomeno commemorata o ricordata. Gli etiopi attendono ancora le scuse, a oltre ottant’anni dai fatti.

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Nikolaj D. Kondratiev fu un economista sovietico fondatore dell’Istituto di Congiuntura. Sostenitore della
NEP, cadde in disgrazia, venne processato, condannato e infine fucilato da Stalin durante la Grande Purga
del 1938. In un libro uscito nel 1925 (I maggiori cicli economici), descrisse i cicli capitalisti di lunga durata
servendosi di serie storiche di dati economici. In suo onore, Joseph Schumpeter li battezzò “onde di
Kondratiev” (in ...

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Crisi economica e democrazia
I dati riportati da Hobsbawm sottolineano le conseguenze politiche della Grande
Depressione e della drammatica crisi economico-sociale che ne conseguì.
Regimi costituzionali elettivi nel
mondo N° stati
1920 35
1938 17 su 65
1944 12 su 65
Fonte: E. J. HOBSBAWM, Il secolo breve. 1914-1991, p. 138
A titolo di confronto, riportiamo i dati del Democracy Index compilato annualmente
dall&rsq...

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La TVA, Tennessee Valley Authority, nacque nel
1933 come agenzia federale per la regolazione fluviale
e lo sviluppo economico di una delle regioni più colpite
dalla Grande Depressione. Puntò sin dall'origine
sull'elettrificazione come fattore di modernizzazione
agricola e industriale, e sulla creazione di lavoro per la
costruzione della rete infrastrutturale. Si inserì anche
nella politica di Roosevelt contro il mon...

Ingrandisci l'immagine06_01_Elezioni_D_1920_33

La vicenda elettorale della Germania di Weimar ha un grande valore politico. È vero che la scalata al potere della NSDAP e di Hitler si svolse in gran parte al di fuori del parlamento, nelle stanze del potere militare e giudiziario, nelle direzioni delle grandi aziende, delle banche, e infine nelle strade, nei quartieri popolari, dove agivano impunemente le squadre paramilitari. Tuttavia, fu in parlamento che Hitler si conquistò la “legalità formale” attravers...

Ingrandisci l'immagine06_02_NSDAP_Wahl_1933

Il plebiscito per Hitler nelle elezioni del marzo 1933 non può nascondere la grande variabilità geografica dei risultati, né il mantenersi vive – fino alla vigilia della dittatura – di vere e proprie “costanti” nella geografia elettorale della Germania lungo tutti gli anni Venti e Trenta:
- le “isole rosse” di Berlino, di Amburgo e delle aree industriali di Merseburg e Düsseldorf;
- le roccaforti della destra estrema ...

Ingrandisci l'immagine06_03_Iperinflazione

L’inflazione è l’aumento costante e generale dei prezzi, che erode il potere d’acquisto della moneta. Se l’inflazione è altissima – come fu l’iperinflazione nella Germania di Weimar e, negli stessi anni, in Polonia, Austria, Russia sovietica – ha pesanti effetti sull’economia, in particolare sulla circolazione delle merci, sul risparmio e sulla distribuzione dei redditi.
In generale, colpisce i consumatori a reddito fisso (c...

Ingrandisci l'immagine06_04_Expansion_jap

L’indebolimento e la caduta (1911) del Celeste Impero cinese fecero della Manciuria – regione-chiave economica della Cina settentrionale, ricca di materie prime – il terreno di scontro di due imperialismi in concorrenza, quello giapponese e quello russo, con alterne vicende.
Ritornati al potere in seguito alla crisi del ’29, i militari giapponesi – con il sostegno della grande industria – si impadronirono rapidamente nel 1931 anche della Manciuria me...

Ingrandisci l'immagine07_01_Economia URSS

  In piena Grande Depressione e anche durante la guerra, l’Unione Sovietica esibiva uno straordinario successo economico, cioè una industrializzazione a tappe forzate con piena occupazione e senza crisi, che aveva pochi paragoni tra le economie capitaliste e che faceva stridente contrasto con le maree di disoccupati e homeless che vagavano attraverso l’America del Nord e l’Europa. Prefigurava forse la superiorità delle economie pianificate sulla liber...

Ingrandisci l'immagine07_02_Citta_URSS

    L'urbanizzazione non ha radici antiche in un paese come la Russia, che per secoli è stato un enorme spazio rurale. Anche nelle zone di primo popolamento, nella Russia europea occidentale, le città si sono sviluppate in maniera consistente solo a partire dal secondo dopoguerra, vale a dire da poco più di settant’anni. Prima di questo periodo, i centri abitati erano in schiacciante maggioranza dei villaggi agricoli, e i pochi con dignità ...

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https://sites.google.com/site/dangvukinhquoc/cccp-lien-xo-urss/goulag-gulag
07_03_sistema_gulag

La grande macchina repressiva staliniana, che marcò la società sovietica per oltre un ventennio, utilizzò i mezzi del terrore totalitario (delazione diffusa, arbitrio della polizia politica, processi a porte chiuse, fucilazioni di massa) insieme a un sistema detentivo tutto orientato al “recupero del detenuto attraverso il lavoro”, cioè al lavoro forzato.
Due aspetti ne caratterizzarono l’impiego: la dislocazione di gran parte dei gulag nel...

Ingrandisci l'immagine07_04_Holodomor

  Quella delle carestie che colpirono alcune delle migliori regioni agricole sovietiche negli anni tra 1931 e ’33 è questione ancora dibattuta tra gli storici, anche per il peso politico che ha avuto la loro rimozione e che ha oggi il recupero della loro memoria.
Furono causate da una serie di errori e di contingenze: la “dekulakizzazione”, la collettivizzazione forzata, l’inefficienza dei kolchoz, le spietate requisizioni, le condizioni meteo n...

Ingrandisci l'immagine07_05_Koestler

Questo romanzo è una delle più dure condanne del regime stalinista, e ha avuto un ruolo importante nel profondo ripensamento dell’idea stessa di comunismo, così come uscita dai tragici eventi del Novecento.

La trama è lineare. Al commissario del popolo Rubasciov tocca la stessa sorte che egli stesso aveva riservato ad altri membri del “partito”: è arrestato, incarcerato, interrogato e infine condannato in nome di un superiore &ldq...

Ingrandisci l'immagine08_01_Colonie_afric

    Le relazioni del Maghreb occidentale con l’Europa furono sempre intense. Il Marocco è il paese africano più vicino all’Europa e il paese musulmano più lontano dalla Mecca. Entrò nell’orbita europea all’inizio del XV sec., con l’espansione cristiana (portoghese prima, spagnola poi) nel Nordafrica, e ancor più con l’apertura commerciale tra Sette e Ottocento, voluta dagli “sceriffi” arabi (l&rs...

08_02_E_politica_1852

In Spagna, questa mappa ha animato qualche recente polemica su Internet, tra blogger autonomisti e indipendentisti (in particolare catalani) e sostenitori del centralismo, che si sono spinti a negare l’autenticità della fonte.
La mappa originale è una stampa litografata e colorata a mano, contenuta in un’opera in due volumi del 1852, la Cartografía hispano-científica, autore don Francisco Jorge Torres Villegas, un ecclesiastico liberale, consider...

Ingrandisci l'immagine08_03_Las_Hurdes

È l’unico documentario di Luis Buñuel, il più grande regista spagnolo del Novecento.
Fu girato con mezzi di fortuna in soli due mesi nella primavera del 1932, sotto la forte impressione di un saggio di geografia umana letto di recente e – così Buñuel stesso dirà in un’intervista – grazie al denaro donatogli da un operaio anarchico, che l'aveva vinto alla lotteria.
Sin dal primo fotogramma, il documentario dich...

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L’anarchia è una forma di società basata sul libero accordo, sulla solidarietà, sul rispetto di ognuno. Etimologicamente la parola 'anarchia' deriva dal greco col significato di ‘senza governo’, ‘senza comando’.
    Elementi anarchici sono stati sempre presenti nella storia dell'umanità, a partire dalle società gilaniche1 del neolitico, vere e proprie comunità pacifiche ed egualitarie fon...

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  Gli anni Trenta rappresentarono per la Spagna una svolta storica. Nel giro di pochi anni caddero insieme la dittatura e la monarchia che l’aveva sostenuta (1931) e nacque la seconda repubblica, si tennero tre elezioni politiche (nel 1931, nel 1933, nel 1936), e dal ’33 votarono anche le donne.
Nel 1931 ne uscì un parlamento spostato a sinistra in senso repubblicano e socialista, e un governo impegnato in riforme (limitazione del potere della Chiesa, ridim...

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    Il 18 luglio 1936, nonostante il vantaggio della sorpresa e l’appoggio della maggioranza dei giovani ufficiali, il pronunciamiento di Sanjurjo e Franco fallì. La ribellione partì da Melilla, proseguì con l’arrivo di Franco (che era in esilio a Tenerife) a Tetuán, sempre nel Marocco spagnolo, dov’era di stanza il settore d’élite dell’esercito spagnolo, l’Armata d’Africa. Siviglia fu presa di sorpres...

Ingrandisci l'immagine08_07_Guerra_civile

  La rivolta militare del 18 luglio 1936 capeggiata dal “triumvirato” dei generali Sanjurjo, Franco e Mola incontrò l’iniziale resistenza popolare organizzata dal governo socialista, dai sindacati operai, dai salariati agricoli, degli autonomisti baschi e catalani.
Tra luglio ’36 e febbraio ’37 i nacionales subirono una battuta d’arresto a causa della mobilitazione delle “brigate internazionali”, iniziata nell’ottob...

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I fatti. Il 26 ap...

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Durante la guerra civile, il governo di Madrid commissionò a Pablo Picasso – allora cinquantaseienne e, al culmine della sua notorietà, appena nominato direttore del Museo del Prado – un mural per il padiglione della Repubblica spagnola all’Esposizione universale di Parigi del luglio 1937.
Picasso prese ispirazione dalle foto in bianco e nero del bombardamento della cittadina basca di Gernika, compiuto nell’aprile del ’37 da aerei tedeschi e ...

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Endre Ernö Friedmann è nato nel 1913, suddito dell’impero austriaco, ungherese di Budapest ed ebreo. Grazie a una borsa di studio della comunità ebraica riesce a studiare a Berlino, ma presto lascia l’università per lavorare nell’agenzia fotografica di Simon Guttmann, che rigurgita di vecchi militanti spartachisti e comunisti. Il primo incarico importante che Guttmann gli affida è il servizio sulla conferenza che Trockij, già in esilio...

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  I trattati di Versailles e di Saint-Germain-en-Lay (1919) avevano esplicitamente vietato l’unificazione della “piccola Austria” con la Germania. Più tardi, il fascismo italiano – proprio per scongiurarne l’ipotesi – non lesinò mezzi per favorire la scalata al cancellierato dell’“austro-fascista” Engelbert Dollfuss (1932) e per sostenere la sua svolta autoritaria e la breve “guerra civile” del febbraio &rsqu...

Ingrandisci l'immagine09_02_Boemia_Moravia

  Dopo la Saar, la Renania. Dopo la Renania, l’Anschluss. Dopo l’Anschluss, i Sudeti e poi la Cecoslovacchia, la Polonia e quindi l’Europa…  La politica annessionistica di Hitler dal 1935 al ’39 andò ben oltre il principio di “unità del popolo germanico” sbandierato agli esordi e per giustificare il “Putsch di luglio” 1934 in Austria.
La questione dei Sudetendeutsche dimostrò, ancora una volta,&n...

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L’ultimo stato democratico dell’Europa centrale scomparve rapidamente:
nell'ottobre 1938 la Germania hitleriana annetté i territori dei Sudeti, nella loro accezione di regioni boeme a maggioranza tedesca (1 nella cartina);
di conseguenza si dichiararono autonome dal governo di Praga la Slovacchia e la Rutenia subcarpatica (6 e 3);
nello stesso mese la Polonia annetté l’area di Cieszyn (la Slesia di Teschen), di popolamento ...

09_04_Molotov_Ribbentrop

Il trattato di non aggressione firmato il 23 agosto 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica è passato alla storia come uno dei più sconcertanti avvenimenti del Novecento. In effetti, il Patto portò a compimento la rottura dell’ordine internazionale definito a Versailles, rottura imposta dal “crescendo” dell’iniziativa italo-tedesca (Anschluss, Monaco e smembramento della Cecoslovacchia, rinascita della “grande Ungheria”)...

Ingrandisci l'immagine09_05_Identità polacca

  Uno stato polacco non è esistito tra 1795 e 1918, cancellato dalla carta politica d’Europa a seguito delle ripetute spartizioni compiute ai suoi danni da Prussia, Austria e Russia. Nel XIX s. la “questione polacca” appassionò, soprattutto dopo le rivolte fallite nel 1830 e nel 1863: la repressione feroce rivelò al mondo la realtà sanguinaria e retriva dello zarismo, costringendo  intellettuali e rivoluzionari polacchi all’es...

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  All’inizio del Novecento, i tre milioni di finlandesi erano una nazione ancora poco definita, con prevalente insediamento agro-forestale finnico, mentre l’aristocrazia terriera e urbanizzata era di impronta svedese e tedesca, in un quadro di tradizionale separazione religiosa (ortodossi i contadini, luterane le élite). L’integrazione “morbida” nell’Impero russo aveva portato benefici al Granducato di Finlandia, ma dopo il 1898 la mobilita...

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Durante la “guerra d'inverno” russo-finlandese del 1939-40 venne impiegata una nuova arma, una delle prime nella storia del tipo a “sub-munizioni” (o anche “bomba a grappolo”, in ingl. cluster bomb). Si trattava della RRAB (in russo ротативно-рассеивающая авиационнаn...

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  Con una “guerra lampo” iniziata il 10 maggio e conclusa il 22 giugno 1940, l’esercito tedesco invase la Francia per la terza volta in settant’anni. Diversamente dalla 1a G.M., quando una generazione di giovani francesi si sacrificò sulla Marna, nel ’40 fu una disfatta totale, resa drammatica dalla confusione di sei milioni di francesi in fuga verso Bordeaux, dove si era rifugiato il governo.  Ne conseguì la disgregazione territorial...

Ingrandisci l'immagine09_09_Calvino_in_guerra

Nel 1954, Italo Calvino pubblicava presso Einaudi, nella collana “I gettoni” diretta da Elio Vittorini, una raccolta di tre racconti, due dei quali già usciti nel ’53 («Gli avanguardisti a Mentone», «L’entrata in guerra»), l’altro inedito («Le notti dell’UNPA»). Era il quarto libro di Calvino, che in una sua scheda redazionale ne spiegava l’organizzazione «in tre narrazioni, che hanno in comune protagon...

Ingrandisci l'immagine09_10_WhyWeFight

ennero inseriti tra i film “monumento nazionale” della Biblioteca del Congresso di Washington sette pellicole prodotte tra 1942 e ’45 dai servizi di propaganda (Signal Corps) del Dipartimento della guerra USA. Si tratta dell’intera serie Why We Fight (‘Perché combattiamo’), destinata innanzi tutto a motivare ideologicamente le giovani reclute in partenza per il fronte, ma anche a vincere le resistenze dell’opinione pubblica americana contro l&r...

09_11_LibertyShip

Uno dei fattori della vittoria alleata nella 2a G.M. fu senz’altro il predominio sugli oceani degli Stati Uniti, che permise la resistenza e poi la riscossa dei due principali alleati, Unione Sovietica e Gran Bretagna. Nel periodo bellico, il fabbisogno inglese di materie prime, petrolio e prodotti finiti si aggirava intorno a un milione di tonnellate di rifornimenti alla settimana. Aggirare il blocco navale tedesco fu un’impresa logistica notevole, anche per la minaccia costante ...

Ingrandisci l'immagine09_12_Axis_occupation_of_Yu_1941-43

   Tra i paesi europei che combatterono la 2a G.M., la Iugoslavia ha subito le perdite umane più ingenti, inferiori soltanto a Unione Sovietica, Germania e Polonia: 1.100.000 morti, per tre quarti civili. Le alte perdite umane sono spiegabili con i molteplici caratteri del conflitto: nazionale contro gli invasori italo-tedeschi, etno-religioso tra le principali regioni e componenti storico-culturali dell’ex Regno di Iugoslavia, e anche rivoluzionario per la presenza dom...

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   Nella storia giapponese, governi autoritari e ultranazionalistici hanno lunga tradizione: tradizione che non è diminuita neppure durante il periodo Meiji, a causa della evidente natura predatoria dell’imperialismo occidentale, quando tuttavia coesistette con le richieste di libertà e partecipazione politica e con i progressi della democrazia parlamentare.
Le conseguenze della 1a G.M. – che fece del Giappone una potenza vincitrice ma indegna, per g...

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Ignorata per quarant’anni, la vicenda dello sfruttamento del lavoro degli internati nei lager da parte dei grandi gruppi industriali tedeschi (Daimler-Benz, Volkswagen, IG Farben ecc.) ha avuto il merito di far luce su un più generale aspetto dello sfruttamento del lavoro nell’Europa degli anni Trenta-Quaranta.
In quegli anni si erano chiusi i tradizionali canali dell’emigrazione italiana, e non perché il fascismo fosse riuscito a limitare l’espatr...

Ingrandisci l'immagine09_15_Rigoni

  Con Il sergente nella neve, il veneto-cimbro Mario Rigoni Stern si affermò negli anni Cinquanta come uno dei più notevoli autori italiani di “memorie di guerra”. Sergente maggiore negli alpini (Battaglione Vestone, Divisione Tridentina) inquadrati nel Corpo di Spedizione Italiano in Russia (o anche ARMIR), che venne schierato a presidio del fiume Don tra luglio 1942 e marzo 1943, Rigoni fu testimone-protagonista della disastrosa ritirata del gennaio &rsqu...

Ingrandisci l'immagine09_16_Cassibile

Tra il 9 e 10 luglio 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia, lungo la costa tra Agrigento e Siracusa. Circa due mesi più tardi, il 3 settembre 1943, alle 17:30 a Cassibile, un paesino nei pressi di Siracusa, in una tenda posta in un uliveto, il plenipotenziario italiano gen. Castellano firmò la resa senza condizioni dell’Italia agli anglo-americani. L’armistizio venne tenuto segreto per qualche giorno e dopo molti tentennamenti annunciato alla radio dal gen. ...

Ingrandisci l'immagine09_17_Torgau

Celeberrima immagine del Novecento, la “bandiera rossa sul Reichstag” di Berlino venne scattata da Evgenij Chaldej, fotografo ufficiale dell’Armata Rossa spedito da Mosca con il preciso compito di “organizzare” una foto simbolica, dell’impatto di quella già famosissima della bandiera americana sull’isola giapponese di Iwo Jima. In effetti, le scelte scenografiche, il ritocco (falce e martello schiariti, bandiera e cielo drammatizzati), l’...

Ingrandisci l'immagine09_18_ Pacifico_1942

  Con la sola eccezione della guerra russo-giapponese (1905), l’imperialismo giapponese e quello europeo procedettero di comune accordo nella spartizione dell’Asia orientale fino alla vigilia della 2a G.M. Di particolare forza era stata l’intesa tra Giappone e Gran Bretagna, ratificata in successivi trattati (navigazione e commercio 1894, alleanza anglo-giapponese del 1902, 1905 e 1911), che portarono alla partecipazione del Giappone alla 1a G.M. a fianco dell&rsqu...

Ingrandisci l'immagine09_19_Iwo jima

  Nella recente storia americana, la battaglia di Iwo Jima ha assunto un particolarissimo valore, quasi un mito fondatore patriottico e nazionale continuamente ripreso dalla cultura popolare. L’importanza strategica di Iwo Jima – isoletta vulcanica posta 1.200 km a sud – divenne di primo piano nell’estate ‘44, dopo la conquista americana di Saipan (nelle Marianne settentrionali) che aprì la via alle incursioni sul Giappone.  Da Iwo Jima infa...

09_20_Vittime_della_2a_GM

8 fogli excel (vedi NoTE a parte)

09_21_Vittime_della_2a_GM_note

Cina: i morti della Seconda guerra sino-giapponese sono stimati da John Dower a 10 milioni di cui 3.200.000 militari del Kuomintang. Questa stima non include i morti dovuti a conflitti interni, carestia e allagamento. I morti totali sono difficili da calcolare perché non ci sono stati censimenti prima della guerra. R. j. Rummel ha stimato i morti tra 10.600.000 e 37.000.000 e ha detto che il numero più attendibile è 19.605.000 (di cui 3.400.000 militari m...

Ingrandisci l'immagine09_22_Friedrich e Brecht

Nel 1924, Ernst Friedrich, un giovane anarchico tedesco
decise di pubblicare un libro di fotografie della guerra finita
pochi anni prima, ma in realtà ancora in corso sotto diverse
forme. Lo intitolò Krieg dem Kriege!, e utilizzò per le
didascalie tre lingue, l'inglese, il francese e il tedesco. In una
breve introduzione, che indirizzò «all’umanità intera»,
dichiarò che il fine del libro ...

Ingrandisci l'immagine10_01_Dachau

Dachau fu ilprimo lager nazista, aperto il 22 marzo 1933 (Hitler era stato nominato cancelliere del Reich il 30 gennaio 1933) e utilizzato fino al 1960 come campo per i rifugiati. Venne installato nella vecchia fabbrica di munizioni di Dachau, a 16 km da Monaco, inizialmente destinato agli oppositori politici (comunisti, sindacalisti) e quasi subito dato in gestione alle SS.
Inizialmente poteva contenere 5.000 persone al massimo, poi venne ingrandito con il lavoro degli stessi internat...

Ingrandisci l'immagine10_02_Lager

La collocazione geografica dei lager rispose a due criteri principali: da una parte una cautela politica, infatti la maggior parte dei lager venne costruita sul territorio del Reich; dall’altra, i campi di “eliminazione” furono posti in Polonia e ai confini orientali della “grande Europa”controllata dalle armate hitleriane al momento delle loro massima espansione. Baricentro geografico delloYiddishland– la regione dell’Europa orientale con la maggiore...

Ingrandisci l'immagine10_03_Palestina

Tra le due guerre mondiali, l’esodo ebraico in Palestina mutò rapidamente di natura e pro-porzioni. La “dichiarazione Balfour” – dal nome del ministro degli Esteri britannico che la firmò nel 1917 – diede legittimità a unana-tional homeebraicain Palestina. Con il “mandato" della Società delle Nazioni sulla Palestina, il movimento sionista fu visto con grande simpatia a Londra, anche grazie a Chaim Weizmann, il chimico anglo-...

Ingrandisci l'immagine10_04_Fuga_persecuzione_1933-41

La presenza ebraica in Europa data da ben prima della grande rivolta giudaica del I secolo d.C., ma la legislazione antiebraica dei nazisti e la generale ripresadell’antisemitismo cambieranno radicalmente la geografia della diffusione degliebrei nel mondo.
Dei 525.000 ebrei tedeschi del 1933, durante gli anni Trentamolti si rifugiarononei paesi confinanti con la Germania, paesi che però a loro volta verrannoinvasi dalle armate hitleriane. In Francia, le autorità col...

Ingrandisci l'immagine10_05_Italiani in YU

Secondo lo storico del colonialismo italiano Angelo Del Boca,1 i 29 mesi di occupazione italiana della Iugoslavia tra 1941 e ’43 furono segnati da episodi paragonabili ai crimini commessi nei decenni precedenti in Libia ed Etiopia, e da un tentativo di genocidio contro la popolazione slovena, in vista di una colonizzazione “italiana”.In effetti, le condizioni con cui vennero deportati 25-30.000 sloveni e la dura gestione dei campi di concentramento – i principali situa...

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Il campo di Fossoli, 6 km da Carpi (Modena), fu creato dall’Esercito italiano nel 1942 per la detenzione dei militari britannici fatti prigionieri in Africa. Dal dicembre 1943 fu anche un “lager di transito” della RSI, la “repubblichina” fascista sostenuta dagli occupanti tedeschi, e dal marzo ’44 unPolizei und Durchgangslager, “lager di polizia e di transito” gestito direttamente dalle SS tedesche. Da Fossoli transitarono oltre 5.000 prigionier...

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Negli anni Venti i tre grandi gruppi chimici tedeschi Bayer, Hoechst e BASF decisero di unirsi in un grandecartello fondato il 25 dicembre 1925, chiamato "comunità di interessi" (Interessengemeinschaft, o piùbrevementeI.G. Farben o I.G.). Il primo presidente fu Karl Bosch, inventore nel 1910 del processo disintesi dell'ammoniaca e dell'acido nitrico. La I.G. aveva l’obiettivo di perfezionare nuovi processi per lafabbricazione di gomma sintetica, fibre sin...

Ingrandisci l'immagine10_08_Memoriali

Effetto “monumentale” della volontà dicostruire una memoria collettiva sullo Sterminio, imemorialisono monumenti difficili, “ibridi”, esposti alla contraddizione.Cercano di porre rimedio al tentativo – cheeffettivamente fu messo in atto nell’ultima ora dei nazisti – di distruggere le prove materiali dello Sterminio, nonché al “revisionismo” ricorrente nella comunicazione di massa. Hanno intenti museali, informativi, pedagogic...

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   Dall’armistizio del 22 giugno 1940 agli sbarchi alleati in Normandia (giugno 1944) e in Provenza (agosto ’44), la Francia patì la più lunga e brutale occupazione – delle tre subìte in settant’anni – da parte degli odiatiboches.1
La nazione si sfaldò, sia dal punto di vista territoriale – disarticolata all’interno, perse di fatto i contatti con laFrance d’outre mercoloniale – che morale, sotto...

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In realtà la guerra, ultima fase del fascismo trionfante, ha agito su di noi più profondamente di quanto risulti a prima vista. La guerra ha distolto materialmente gli uomini dalle loro abitudini, li ha costretti a prendere atto con le mani e con gli occhi dei pericoli che minacciano i presupposti di ogni vita individuale, li ha persuasi che non c'è possibilità di salvezza nella neutralità e nell'isolamento. Nei più deboli questa violenza ha a...

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  Il moral bombing – cioè la strategia della “guerra psicologica” di minare il morale dei civili e quindi il sostegno ai propri governanti – è stato largamente adottato da entrambe le parti durante la 2a G.M., sempre applicato alla distruzione delle città, del loro tessuto economico e sociale eanche del loro patrimonio culturale, fossero Coventry, Amburgo, Berlino, Dresda o Hiroshima.La campagna di bombardamenti aerei lanciata dagli Allea...

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Una piazza semicentrale di Milano1 è da oltre settant’anni un luogo simbolico molto forte – e
non solo per i milanesi – che torna ciclicamente sotto i riflettori mediatici. Deve questa notorietà
a una serie di eventi “storici”.
L’8 agosto 1944, poco lontano (in viale Abruzzi
77) scoppiano due bombe applicate a un camion
militare tedesco, che causano la morte di
15 civili (nessun militare). Un ufficiale...

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Il 4 dicembre 1952 era l’ottavo anniversario della morte di Duccio Galimberti, eroe della Resistenza, comandante partigiano prima nel Cuneese, poi del Piemonte, Medaglia d’Oro al valor militare.Piero Calamandrei (1889-1956) – avvocato fiorentino, docente universitario, uno dei maggiori giuristi italiani della sua epoca, nonché tra i fondatori del Partito d’azione e “padre” della Costituzione repubblicana – colse l’occasione per scrivere q...

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  Vero “mito fondatore” della repubblica d’Irlanda,Easter Rising,la ‘rivolta di Pa-squa’, scoppiò a Dublino il 24 aprile 1916, il Lunedì santo, e durò sei giorni. Fu decisa dalla Fratellanza repubblicana irlandese, l’organizzazione segreta dei “feniani”,1 e dal suo comitato militare. Alla nascita nel 1912 degliUlster Volunteers (la milizia dei volontari protestanti unioni-sti) era infatti subito seguita quella degl...

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Forse Yeats non avrebbe scritto
una delle poesie “politiche”
più note del Novecento se nel
1913 – a quarantott’anni, già
famoso e già avviato alla cecità
– non avesse incontrato il giovane
Ezra Pound, che lo considerava
il maggior poeta vivente.
Sino a quel momento, Yeats
si era tenuto lontano dall’impegno
politico. Praticante dell’occultismo,
attr...

12_03_African_Indip

Così come fu rapida la “corsa all’Africa” dell’ultimo quarto del XIX s., così gli europei abbandonarono le colonie africane abbastanza all’improvviso dopo la
metà del XX s. Nel 1950, soltanto quattro erano i paesi africani indipendenti: la Liberia (ri-colonizzata dagli schiavi afro-americani liberati a partire dal 1821), l’Etiopia (grande regno che aveva subito la colonizzazione italiana solo per cinque anni 1936-41), l’Egi...

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  Oggi oltre mezzo miliardo di musulmani sono concentrati nell’area indiana, politicamente suddivisa in Repubblica dell’India, Sri Lanka, Pakistan e Bangladesh. Al di fuori di questi ultimi due paesi, praticamente mono-confessionali – cioè quasi totalmente islamici –, nel grande universo indù le minoranze islamiche, sebbene come di consueto frazionate in sette, sono consistenti (il 14,2% della popolazione indiana, 2011) e in leggera ma costante ...

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  Diversamente da altri territori ex coloniali, l’India possiede un’infrastruttura ferroviaria di grande valore e ruolo socio-economico, la quarta al mondo per dimensioni e per volume di merci trasportate (dopo USA, Cina, e Russia) e la prima per passeggeri (oltre 9 miliardi all’anno, 2017), una rete su cui si muovono giornalmente 19.000 treni.

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  L’indipendenza indiana, già matura prima della 2a G.M., ne venne affrettata. Ma il comples-so ingranaggio politico-amministrativo creato dagli inglesi in quasi un secolo di dominio di-retto sull’India aveva modificato in profondità la vita pubblica e aggravato le fratture. Il terri-torio risultava diviso a macchia di leopardo traBritish India,stati c.d. “nativi” o “principe-schi” (autonomi in forme e misure diverse), stati indipend...

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Quella che nel XVI era stata la più grande potenza del mondo fu “colonizzata”, umiliata e smembrata dai dominatori stranieri in meno di un secolo. Dopo di allora l’ampio spazio politico a cavallo tra Europa, Asia e Africa, che per sei secoli fu governato dai sultani (poi anche califfi) Osmanli, è finito nel limbo del “mondo in via di sviluppo”. Una sua rinascita è del tutto improbabile, sebbene la pesante eredità ottomana sia stata riv...

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Mentre il nuovo governo bolscevico rivelava i testi di tutti i trattati segreti ritrovati nella cancelleria zarista, Francia e Gran Bretagna si apprestarono alla spartizione dell’impero ottomano proprio secondo gli accordi segreti Sykes-Picot. Lo feceromanu militari nei due anni tra l’armistizio (Mudros, 30 ottobre 1918) e il trattato di Sèvres (10 agosto 1920), con la complicità di un sultano particolarmente debole, in un paese diviso in tre zone di occupazione: ita...

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   Come l’Italia, anche la Grecia tardò molto a entrare nella 1a G.M. per speculare su maggiori
vantaggi territoriali e nel timore di perdere quelli – notevoli – acquisiti nelle guerre balcaniche.
Per quasi tre anni (1914-17) la politica ellenica fu assorbita dal problema delle alleanze,
se schierarsi a fianco delle potenze centrali o dell’Intesa, e una lotta senza quartiere
oppose due fazioni: da una parte il partito conser...