La massoneria dalla Lombardia al Parlamento fascista: Farinacci e oltre*
La ricerca qui condotta circoscrive un preciso arco temporale di riferimento a un triennio di importanza peculiare, ovvero dalla marcia su Roma fino alla promulgazione della legge che mise al bando le associazioni: ciò che di questo triennio verrà esaminato sarà la compresenza di parlamentari che fossero tanto in carica nel potere legislativo quanto affiliati alle medesime logge di appartenenza. Si è partiti dunque da un intervento preliminare di tipo strettamente archivistico e abbastanza poderoso, ovvero l'esame incrociato tra gli elenchi nominativi di deputati (eletti nelle due legislature, XXVI e XXVII, che racchiudono il triennio) e senatori (nominati tanto nelle dette legislature quanto in precedenza) e quelli degli iscritti alla massoneria per lo stesso periodo. Quattordici nomi di lombardi spiccano tra quelli dei non pochi massoni che figurano con certezza quali deputati o senatori in carica durante l'unico triennio in cui il fascismo e la massoneria convissero nelle aule del Parlamento italiano.
Freemasonry from Lombardy to fascist Parliament: Farinacci and beyond
Over the last few years, monumentalism has been attracting increasing attention - both from the public and from critics - which, on the one hand, disavows the «invisibility» to which Robert Musil relegated it a century ago, and, on the other, solicits new cultural approaches, balanced between artistic value and the social demands of the present. The text retraces, through significant junctures, the multifaceted context offered to the monument by the century that has just passed, with the aim of perimeter, through a selection of artists and works, its generative occasion and reception, inseparable from the context that feeds its assumptions and the culture of those who use it.