GIULIO TOFFOLI

La strage di piazza della Loggia e la fatica della memoria

Abstract

Il 28 maggio 1974 la città di Brescia fu colpita da un attentato terroristico che ha lasciato un vulnus nella vita civile della comunità bresciana e che dopo mezzo secolo non è stato se non in parte superato. Durante una manifestazione antifascista fu infatti fatta brillare una bomba che portò al decesso di otto manifestanti e al ferimento di molte decine di altri. Divenne subito palese che si trattava di un momento di una strategia politica, finalizzata a destabilizzare la società italiana, che era iniziata cinque anni prima a Milano, con la strage di piazza Fontana, e che si sarebbe conclusa solo alla fine del decennio con quella della stazione di Bologna. Una strategia della tensione, come è stata comunemente definita, che ha imposto di elaborare una strategia alternativa della memoria che fosse in grado di conservare il ricordo di quella tragedia e nel contempo mantenere una pressione morale e politica capace di costringere i diversi corpi della Stato a fare giustizia. L'attenzione di questo saggio si è fermata sul momento della commemorazione in piazza e ha individuato due fasi nella elaborazione della memoria della strage. Una prima, che comprende il primo trentennio, ha visto la Associazione Famigliari dei Caduti della Strage cercare di svolgere un'opera di intransigente richiesta di verità, con l'individuazione dei colpevoli materiali ma anche degli ideatori della strage. Con il nuovo secolo si è aperta una seconda fase con la costituzione della Casa della Memoria che ha iniziato a svolgere l'opera di volano e di sintesi delle celebrazioni ampliando la sua opera non solo alla memoria di un ieri ormai lontano ma anche alla realtà d'oggi in modo da stimolare nell'opinione pubblica un spirito democratico che impedisca il ripetersi delle violenze di un cinquantennio fa.

The piazza Loggia Massacre and the Burden of Memory

Abstract

On May 28th, 1974, Brescia was struck by a terrorist attack that left the civil life of the Brescia community wounded and that hasn't healed fifty years on. During an anti-fascist demonstration a bomb burst, which caused the death of 8 demonstrators and left almost a hundred people injured. It was immediately obvious that it was a moment in a political strategy meant to destabilize the country, which had begun five years earlier with the piazza Fontana Massacre and would end only with the Bologna Station Massacre in 1980. This strategy of tension involved the development of a parallel strategy to safeguard the memory of that tragedy, while at the same time maintaining a moral and political pressure to oblige the different institutions within the State to seek justice. This essay centers on the moment the massacre is commemorated in the public square and has identified two moments in its processing. The first covers the first thirty years, when the Associazione Famigliari dei Caduti della Strage never stopped asking for the truth, and demanding not only the identification of the perpretators, but also of the instigators. The second moment started at the beginning of the new century, with the inception of the Casa della Memoria, that has since relentlessly tried to amplify its mission, without limiting it to the preservation of a past memory, but rather aiming to develop a democratic spirit in present-day society so that this history of past violences will not repeat itself.