Diego Zorli

La strage di piazza della Loggia nella stampa neofascista

Abstract

La ricerca analizza le narrazioni proposte dalla stampa neofascista italiana in merito alla strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 e agli avvenimenti immediatamente precedenti e successivi. Attraverso l’esame di testate come «Il Secolo d’Italia», «Il Borghese», «La Leonessa» e altri periodici vicini al Movimento Sociale Italiano (Msi) o al suo ambito ideologico, si ricostruiscono le principali strategie discorsive e difensive impiegate per negare od occultare la matrice neofascista dell’attentato. La stampa missina reagisce all’evidente coinvolgimento della destra eversiva nell’attentato con una combinazione di vittimismo, delegittimazione delle “piste nere”, retorica degli “opposti estremismi” e sfruttamento dell’ambiguità biografica di figure come Carlo Fumagalli. L’obiettivo non è solo quello di discolpare il Msi, ma di riscrivere i contorni politici della violenza, spostando il discorso pubblico verso ipotesi alternative: complotti, provocazioni, responsabilità della sinistra e dello Stato. Il lavoro intende contribuire alla comprensione del ruolo della stampa militante nella costruzione della memoria pubblica della Strategia della Tensione.

The piazza della Loggia massacre in neo-fascist press

Abstract

The research analyses the narratives put forward by the Italian neo-fascist press concerning the Piazza della Loggia massacre of May 28, 1974, as well as the events that immediately preceded and followed it. Through an examination of publications such as «Il Secolo d’Italia», «Il Borghese», «La Leonessa», and other periodicals affiliated with or ideologically close to the Movimento Sociale Italiano (Msi), the study reconstructs the main discursive and defensive strategies employed to deny or obscure the neofascist nature of the attack. Msi’s press responded to the clear involvement of the far-right in the terrorist attack with a combination of victimization, delegitimization of the so-called “piste nere”, rhetoric of “opposing extremisms,” and the strategic exploitation of the biographical ambiguity of figures such as Carlo Fumagalli. The goal was not merely to exonerate the Msi, but to redefine the political meaning of the violence by redirecting public discourse toward alternative explanations: conspiracies, provocations, and the alleged responsibility of the left and of the State. This work aims to contribute to a deeper understanding of the role of militant journalism in shaping public memory of the Strategy of Tension.