w

Le ultime notizie sulla vita della Fondazione Luigi Micheletti e sulle iniziative organizzate...
È in linea “Altronovecento. Ambiente tecnica società” n. 52.
Qui di seguito il sommario del numero e l’editoriale.
la Redazione
In questo numero miscellaneo di “altronovecento” una parte degli articoli si struttura liberamente attorno a tre temi tradizionalmente cari alla rivista e al Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Luigi Micheletti.
Il primo è quello degli inquinamenti, tanto industriali quanto agricoli, e dei loro riflessi sulla salute. Marino Ruzzenenti ripercorre anzitutto l’annosa e drammatica vicenda nazionale delle bonifiche industriali e l’aggiorna agli ultimi eventi, che confermano un percorso di colpevole inazione. Un lungo resoconto del collettivo di scrittura formato da studentesse, studenti, docenti, ricercatrici e ricercatori del corso di Laurea Magistrale in Sociologia per la sostenibilità e l’analisi dei processi globali della Sapienza Università di Roma e all’insegnamento di Sociologia del Territorio e Comunicazione Ambientale dell’Università di Bergamo riferisce di una ricognizione nel Sito di interesse nazionale della Caffaro di Brescia, svolta in collaborazione col Centro di storia dell’ambiente della Fondazione Micheletti e in particolare con René Capovin e Marino Ruzzenenti. Nella sezione Eventi si può trovare invece notizia di un convegno organizzato dalla Micheletti e dalla Società Nazionale Operatori della Prevenzione e tenutosi a Brescia 14 gennaio 2026, dal titolo Malattie da lavoro in provincia di Brescia, 1983-2021, ruotante in particolare attorno alla documentazione versata nel nostro archivio da Gino Barbieri, medico del lavoro, e proveniente dalle attività dei Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL di Brescia. Due articoli rimandano invece a ricerche in corso nel settore agricolo. Il primo è dovuto ad Alessandro Agosta ed è incentrato sui risultati di una ricerca sulle posizioni delle associazioni agricole duranta la campagna referendaria sui pesticidi del 1990. Il secondo, nella sezione Documenti, è una nota di Giovanni Ferrarese, sempre su una ricerca in corso, che testimonia del primo apparire in Italia di una preoccupazione per gli effetti sull’ambiente degli allevamenti intensivi.
Il secondo tema si sovrappone in parte ai due testi appena citati ed è quello della produzione, della distribuzione e del consumo di cibo. Una replica fortemente critica dell’ambientalista e saggista inglese George Monbiot ad alcune posizioni ruraliste e ambientaliste estreme gli consente di fare il punto sulla necessità e la possibilità di un’agricoltura che si al tempo stesso sostenibile e in grado di provvedere cibo per tutta l’umanità. Ad Alberto Berton si devono invece due saggi sulla distribuzione e il consumo di beni alimentari ma non solo: la seconda puntata della storia della grande distribuzione, incentrata in particolare sull’impatto che essa ha avuto sul mondo dell’agricoltura e una piccola storia dello sfuso, di particolare attualità per il ruolo che in essa ha svolto la città statunitense di Minneapolis, in queste settimane al centro della resistenza nonviolenta all’aggressione delle milizie trumpiane.
Tre articoli, infine, sono di taglio epistemologico e di critica della scienza: una ricognizione di Laura Centemeri del dibattito interno alle scienze sociali francesi sulla questione ecologica e due contributi della neonata sezione italiana di Science for the People. Di quest’ultima, di cui diamo una breve presentazione, pubblichiamo il manifesto programmatico e la testimonianza di una giovane ricercatrice dell’Università di Brescia.
Tra i molti altri pezzi che compongono il numero segnaliamo infine il saggio di apertura di Maria Elisa Sartor sulla sanità lombarda e sulle strategie per salvare il Servizio sanitario nazionale e la lezione di commiato dal servizio universitario di Piero Bevilacqua, letta nel 2014 ma la cui registrazione è stata messa integralmente in rete nel dicembre dello scorso anno.